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D. 17/11/2006 n. 150-Considerando che il rilevato della nuova strada dovrà essere attraversato in alcune zone con dei sottopassaggi carrabili, i quali, scendendo probabilmente sotto al piano di campagna, sono soggetti ad elevato rischio in caso di esondazione oltre a determinare una sicura interruzione della viabilità minore, si dovranno predisporre opportune opere che consentano di limitare i danni e favoriscano il deflusso delle acque invasive. Ciò al fine del mantenimento delle condizioni di transitabilità; Particolare attenzione dovrà essere posta agli attraversamenti dei corpi idrici superficiali definiti secondari che in caso di eventi meteorici brevi ed intensi potrebbero creare fenomeni di esondazione locali potenzialmente ad alto rischio per le persone e le cose; Dovrà essere effettuata una ricognizione esaustiva degli invasi collinari presenti nella zona a monte della strada in oggetto. Le opere di attraversamento dei corsi d'acqua posti a valle di opere di sbarramento dovranno essere dimensionate ipotizzando il possibile cedimento degli argini oppure dovranno essere adeguatamente protette le zone di rilevato potenzialmente interessate da un evento di crollo dello sbarramento. -Si dovranno dettagliare le misure proposte per evitare che la realizzazione e l'esercizio della infrastruttura in argomento influisca in modo percepibile: sulla qualità delle acque superficiali e sotterranee; sui regime idraulico; sull'ecosistema proprio della porzione dei reticolo idrografico interessato, particolare con il Torrente Gaina ed il Rio Fratta; Si dovranno redigere, le planimetrie delle fasce di pertinenza fluviale relative a tutti i colatori interessati e verificare la congruità delle soluzioni di progetto rispetto alle disposizioni degli enti competenti, in particolare per quanto riguarda Iofficiosità degli attraversamenti e la difesa dei manufatti in occasione di eventi di piena; - Si dovrà prevedere nel progetto dei tratti di gallerie artificiali la messa in opera di elementi drenanti che garantiscano nei tempo la stabilizzazione dei livelli piezometrici, riducendo al minimo le soluzionì di continuità degli acquiferi; Rumore Si dovrà approfondire e verificare l'analisi previsionale del rumore in fase di esercizio e di cantiere, verificandone i livelli sui recettori nelle condizioni più critiche; specificare la localizzazione, la tipologia e le modalità di realizzazione delle opere dì mitigazione acustica, assicurandone l'inserimento paesaggistico e privilegiando l'adozione dì barriere acustiche integrate con bar riere a verde; nel caso di barriere realizzate con pannelli trasparenti, attrezzarle con apposite sagome anti-collisione per l'avifauna; - Si dovrà approfondire l'elaborazione degli interventi di mitigazione delle vibrazioni così da garantire il rispetto dei limiti delle norme UNI 9614. Suolo e sottosuolo E' necessario approfondire le indagini geologiche, idrogeologiche e geotecniche così come previsto dal D.P.R. n. 554/1999, con particolare riguardo sia alle problematiche inerenti le possibili interazioni tra la realizzazione delle gallerie naturali/artificiali e la falda idrica, sia alle problematiche di stabilità di alcuni versanti lungo il tracciato; Preso atto della previsione di opere drenanti nei tratti in galleria artificiale e naturale e opere di impermeabilizzazione per limitare l'interruzione del flusso idrico naturale, si richiama la necessità che i tratti in galleria vengano progettati e realizzati secondo le più recenti disposizioni in materia; Preso atto che esistono tre aree ad impatto alto per la presenza di frane attive e quiescenti, si prende atto altresì che esistono sei aree ad impatto medio per la presenza di gallerie e sottoattraversamenti che interessano falde acquifere di modesta entità; pertanto nella progettazione si dovranno approfondire tutti gli aspetti che potrebbero portare la struttura a provocare alterazioni di flusso e di portata; - Dovranno essere progettati nel dettaglio, in fase di progettazione esecutiva, gli eventuali interventi di riambientamento dei siti di cava che si prevede di realizzare in corso d'opera con il materiale di scavo; - Le terre e rocce di scavo destinate sia al riutilizzo per le attività di cantiere sia al dambientamento di siti oggetto di attività estrattive pregresse o in essere dovranno essere caratterizzate secondo quanto previsto dall'art 1, commi 17,18 e 19 della Legge 21 dicembre 2001 n. 443 e s.m.i. (L. n. 306/2003); Si dovrà prevedere per la fase di scavo delle gallerie: la verifica puntuale della stabilità delle zone di imbocco con particolare riguardo agli effetti provocati da eventuali depressioni e/o escursioni del livello delle falde in esse localizzate. La predisposizione, allo sbocco delle gallerie, di un sito per la misurazione delle acque eventualmente drenate; la redazione di un protocollo procedurale relativo alla gestione delle emergenze dovute alla captazione delle acque; un sistema di collettamento delle acque inquinate da oli, carburanti e altri inquinanti dai cantieri di scavo delle gallerie, al fine di non inquinare le eventuali venute d'acqua di falda; Si dovrà approfondire la caratterizzazione degli acquiferi interferiti dall'opera di progetto con indagini geologiche e geognostiche, anche di tipo geofisica ed inoltre: -prospettare le misure di compensazione ambientale degli eventuali abbassamenti della falda; - adottare, ove possibile, tutti gli accorgimenti idonei ad evitare che, in fase di scavo e nelle fasi successive, si possano verificare abbassamenti della falda che provochino impatti sull'ambiente esterno; - garantire l'approvvigionamento idrico delle aree interessate approntando un piano di approvvigionamento idrica alternativo nel rispetto della Legge 36/94 - Disposizioni in materia di risorse idriche; -approfondire gli aspetti connessi alla presenza di frane attive e quiescenti; Si dovranno dettagliare i quantitativi e le caratteristiche dei materiali di scavo; per lo smaltimento di quelli di esubero, definire il Piano di deposito temporaneo e di smaltimento, individuando le aree di stoccaggio definitivo; si dovranno altresì prevedere le modalità di conservazione della coltre vegetale derivante dagli scavi previsti; predisporre i progetti di coltivazione e di recupero per le cave di prestito e deposito, in accordo alla normativa nazionale ed a quella regionale; Vegetazione e paesaggio -Si dovranno assicurare corridoi protetti di attraversamento della fauna, in numero, forma e dimensioni adeguati; -Si dovrà prevedere, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione, l'impiego di specie appartenenti alle serie autoctone, raccogliendo eventualmente in loco il materiale per la loro propagazione (sementi, talee, ecc.) al fine di rispettare la diversità biologica (soprattutto in prossimità di aree protette) e di consentire la produzione di materiale vivaistico; - Si dovrà sviluppare le opere di sistemazione a verde, dì ripristino ambientale e di rinaturazione previste in progetto, applicando le tecniche dell'ingegneria naturalistica assumendo come riferimento le "Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde" del Ministero dell'Ambiente, Servizio VIA, settembre 1997, e altri manuali qualificati quali, ad esempio: "Atlante delle opere di sistemazione devi versanti" dell'APAT, 2002; - "Quaderno delle opere tipo di ingegneria naturalistica" della Regione Lombardia, 2000 "Manuale di Ingegneria naturalistica" della Regione Lazio, 2001: - Considerando che il progetto relativamente al PUT non è perfettamente conforme e interessa aree di particolare interesse agricolo, fiumi e torrenti, è necessario che sia meglio palesata l'impossibilità di soluzioni alternative, così come prescritto dall'art. 20 comma 3, e dall'art, 48, comma 5, lett. c), della L.R. n. 27/2000; - II progetto definitivo dovrà approfondire la efficacia delle soluzioni puntuali di riambientamento dei siti più delicati dal punto di vista naturalistico ambientale (terna della continuità ecologica attorno al torrente Genna o lungo le fasce ripariali) al fine di garantire il mantenimento delle qualità esistenti e sviluppare le loro potenzialità finora inespresse; - Dovrà essere meglio affrontata l'interferenza del nuovo svincolo di Corciano e dell'ingresso nella galleria di San Mariano con il cono visuale protetto del belvedere di Piazzale dei Caduti di Corciano, al fine di garantire idonee condizioni di riambientazione efficace in senso naturalistico oltre che panoramico. Per il generale miglioramento dell'inserimento paesaggistico-ambientale delle opere si dovrà: -preferire l'adozione di strutture continue, a sezione variabile e con forme arrotondate; -definire con particolare cura il disegno delle forme e delle superfici delle pile e delle spalle dei viadotti e della loro naturalizzazione (piantumazioni e mascheramenti). preferire imbocchi di galleria che si adattino alla morfologia dell'area (becco di flauto). -verificare la possibilità di inserire le opere di protezione dal rumore nelle strutture portanti, ad esempio adottando impalcati a via inferiore; Si dovranno realizzare interventi mirati per la rinaturalizzazione di ambiti degradati (ad esempio rinaturazione dei Torrente Genna), per la creazione di nuove aree con vegetazione autoctona in continuità con le macchie boscate esistenti o lampliamento delle formazioni vegetali lineari (siepi e filari) in grado di svolgere la funzione di corridoi ecologici. Gestione dei rifiuti L'eventuale utilizzo di rifiuti non pericolosi recuperabili, per la realizzazione delle opere previste in progetto quali la realizzazione di rilevati elo sottofondi stradali, dovrà avvenire nel rispetto di quanto stabilito dagli art. 31 e 33 del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997 n. 22 e successive modifiche ed integrazioni (Capo V Procedure Semplificate) e dal Decreto Ministero Ambiente 5 febbraio 1998; Cantierizzazione - Si dovrà realizzare un piano di cantierizzazione volto a quantificare e ad individuare le fonti degli attingimenti idrici; Si dovrà predisporre quanto ne- cessario per adottare, prima della data di consegna dei lavori, un Sistema di Gestione Ambientale dei cantieri secondo i criteri di cui alla norma ISO 14001o al Sistema EMAS (Regolamento CE.761/2001); Si dovrà definire la dislocazione delle aree operative e la relativa logistica, privilegiando aree interstiziali o prive di vincoli e riducendo comunque al minimo l'occupazione di aree dì pregio ambientale ed incitre definire i cronoprogrammi dei singoli interventi e dei singoli cantieri in maniera da minimizzare le problematiche di traffico locale e/o di sensibilità alle emissioni acustiche, sia in termini di durata complessiva, che di operatività diurno/ notturna, che di sovrapposizioni cumulative degli effetti; Si dovrà predisporre un piano di circolazione dei mezzi d'opera in fase di costruzione, che abbia valenza contrattuale e che contenga i dettagii operativi di quest'attività termini di: -percorsi impegnati; -tipo di mezzi; -volume di traffico, velocità di percorrenza, calendario e orari di transito; percorsi alternativi in caso di inagibilità temporanea dei percorsi programmati; percorsi di attraversamento delle aree urbanizzate; messa in evidenza, se del caso, delle misure di salvaguardia degli edifici sensibili; -Si dovrà dettagliare la qualità e quantità delle emissioni e degli scarichi in fase di cantierizzazione e le misure proposte per evitare il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente; Autorizzazioni: Tutte le operazioni che danno origine all'immissione diretta tramite condotta di acque reflue liquide, semiliquide e comunque convogliabili nelle acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione, dovranno essere preventivamente autorizzate e dovranno garantire il rispetto delle condizioni previste dal Decreto Legislativo 11 maggio 1999 n. 152 e sue modifiche ed integrazioni. Controlli, Monitoraggio e Compensazioni Per quanto riguarda la componente Atmosfera, si dovrà, una volta finalizzata nella progettazione esecutiva la scelta dei percorsi di cantiere e stimato nel dettaglio il traffico giornaliero di mezzi pesanti previsto su ciascuno di essi, la predisposizione di un programma di monitoraggio in corso d'opera del livello delle polveri aerodisperse, da sviluppare in collaborazione con IA.R.P.A. Umbria. In fase di esercizio, si dovrà predisporre un programma di monitoraggio del rumore ambientale che preveda almeno di verificare durante il primo periodo di messa in esercizio della infrastruttura, le ipotesi di impatto acustica dell'opera descritte nello Studio di Impatto Ambientale (SIP.). Tale protocollo dovrà essere sviluppato in collaborazione con l'A.R.P.A. Umbria e dovrà prevedere anche la verifica dei livelli di vibrazione indotti dal traffico sui ricettorì più sensibili a questo tipo di disturbo, in relazione agii interventi di mitigazione previsti o da implementare. Quale misura di compensazione in relazione alla componente Rumore e Vibrazioni, dovrà essere prevista, in corrispondenza dei punti vulnerabili del tracciato, la posa in opera di pannelli fonoassorbenti e se necessario di schermatura della luce dei fari degli automezzi, con particolare riguardo per l'abitato di Ellera-Chiugiana. La relazione che permette di definire con chiarezza la "situazione zero" per l'ambiente idrico, sintetizzando i risultati dei monitoraggio ante-operam, comprensivi dei risultati delle ulteriori indagini idrogeologiche previste per la fase di progettazione esecutiva (con particolare riferimento a quelle sui tratti interessati dallo scavo delle gallerie), dovrà essere utilizzata come base per la predisposizione di un programma di monitoraggio in corso d'opera e postoperam da concordare con M. R.P.A. Umbria. Archeologia |
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